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Settore pubblico Di Team Anonimatum 9 min

Pubblicare delibere e verbali all'albo pretorio senza dati personali

Sala consiliare con banchi in legno e lampadari
Foto: Michael D Beckwith / Unsplash

Delibere di consiglio e di giunta, verbali delle sedute, determinazioni dirigenziali e decreti sindacali sono la memoria dell'attività dell'ente locale e vengono pubblicati all'albo pretorio online e, in molti casi, nella sezione Amministrazione trasparente. Contengono però anche nomi di cittadini, dati di dipendenti, indirizzi, situazioni di disagio o sanzioni. Pubblicare senza controllo è una delle cause più frequenti di provvedimenti del Garante nei confronti dei Comuni.

Questa guida riassume il quadro normativo, che cosa può restare visibile, che cosa va oscurato e come organizzare il lavoro.

Pubblicità legale e trasparenza: due finalità diverse

Il TUEL (d.lgs. 267/2000), all'articolo 124, prevede la pubblicazione delle deliberazioni all'albo pretorio per quindici giorni consecutivi; dal 2010 l'albo è online, in base all'articolo 32 della legge 69/2009. È pubblicità legale: serve a produrre effetti giuridici e ha una durata definita.

Il d.lgs. 33/2013 disciplina invece gli obblighi di pubblicazione per trasparenza e l'accesso civico. Quando la legge prevede la pubblicazione di atti o documenti, l'articolo 7-bis chiede di rendere non intelligibili i dati personali non pertinenti o, se si tratta di categorie particolari o dati giudiziari, non indispensabili rispetto alla finalità della pubblicazione.

Le Linee guida del Garante del 15 maggio 2014 (provvedimento n. 243) tengono insieme i due piani. Ricordano che la diffusione di dati personali da parte di soggetti pubblici richiede una base normativa, che vanno pubblicati solo i dati necessari e proporzionati, che è vietato pubblicare informazioni da cui si possa desumere lo stato di salute e che mantenere online i dati oltre il periodo di pubblicazione all'albo può essere illecito, salvo diversa base giuridica.

Che cosa resta visibile e che cosa si oscura

Indicazioni per la versione pubblicata di delibere e verbali
ContenutoEsempio fittizioVersione pubblicata
Consiglieri e voto espressoIntervento di un capogruppo in consiglioSi pubblica: esercizio del mandato
Dirigenti e funzionari nelle loro funzioniIl segretario comunale attesta la regolaritàNome e ruolo visibili; nulla della vita privata
Cittadini che presentano istanze o osservazioniOsservazione a una variante urbanisticaOscurare o sostituire con un riferimento; identità solo se indispensabile
Salute, disabilità, disagio economico o socialeContributo economico straordinario a un nucleo familiareSempre oscurare: pubblicazione vietata per lo stato di salute
Personale: procedimenti disciplinariSospensione di un dipendenteOscurare identità e fatti personali
Sanzioni e ordinanze verso singoliOrdinanza di rimozione rifiuti a un proprietarioOscurare nome, indirizzo, dati catastali e targa se non necessari
Recapiti, IBAN, firme autografe, codice fiscaleIndirizzo di un ricorrenteOscurare

Per i beneficiari di contributi e vantaggi economici il d.lgs. 33/2013 prevede obblighi specifici, ma esclude la pubblicazione dei dati da cui si possano ricavare informazioni sulla salute o sulla situazione di disagio economico-sociale degli interessati. Il caso d'uso trasparenza con documenti anonimizzati approfondisce altri tipi di atti.

Errori tecnici che vanificano il lavoro

  • Verbali scansionati senza OCR: per lo strumento non c'è testo e i dati passano inosservati.
  • Oscuramento sovrapposto: un rettangolo nero sul PDF con il testo ancora sotto, recuperabile con copia e incolla.
  • Metadati: autore, nome del file o commenti con nomi; prima di pubblicare conviene rimuovere i metadati dal PDF.
  • Allegati dimenticati: la delibera è pulita, l'elenco dei beneficiari allegato no.
  • Durata: l'atto resta online oltre i quindici giorni di albo senza una base giuridica per farlo.
  • Motori di ricerca: un documento rimosso può restare indicizzato; la soluzione sicura è non pubblicare il dato.

Organizzare il lavoro

Definite per iscritto che cosa pubblicare per ogni tipo di atto, tenete un elenco di amministratori e funzionari i cui nomi devono restare visibili e documentate il controllo prima della pubblicazione. La checklist per pubblicare documenti è un buon punto di partenza.

Un flusso che funziona inizia già nella redazione dell'atto, non al momento della pubblicazione:

  • Nella proposta di delibera: l'ufficio istruttore richiama i dati personali con riferimenti (numero di protocollo, codice pratica) e li conserva negli atti del fascicolo, non nel testo da pubblicare.
  • Nel verbale: il segretario verifica che gli interventi dei cittadini e i dati sensibili emersi in seduta non finiscano nella versione destinata all'albo.
  • Prima della pubblicazione: una seconda persona controlla la versione oscurata, compresi allegati, nomi dei file e metadati.
  • Alla scadenza dei quindici giorni: si verifica che l'atto venga tolto dall'albo o resti online solo se esiste un obbligo di trasparenza, con gli oscuramenti previsti.
  • Dopo la pubblicazione: le segnalazioni di dati sfuggiti vengono gestite subito, sostituendo il documento e documentando l'intervento.

In questo modo l'ente rispetta insieme pubblicità legale, trasparenza e protezione dei dati, e i consiglieri continuano ad avere accesso a tutte le informazioni necessarie per decidere attraverso gli atti istruttori, mentre il pubblico vede una versione che rende comprensibile la decisione senza esporre le persone coinvolte.

Anonimatum è pensato per questo flusso. Un modello di sistema per gli atti degli enti locali lascia visibili date, importi e numero di pratica e rileva nomi, codici identificativi, indirizzi, targhe, firme e timbri. La lista bianca evita di oscurare consiglieri e funzionari, l'OCR tratta i verbali scansionati e l'anteprima consente di verificare ogni proposta prima di applicarla. Il risultato elimina davvero il testo, senza metadati, e può essere pubblicato nel sistema documentale o nel portale dell'ente via REST o CMIS. Un registro di audit traccia ogni operazione senza conservarne il contenuto. I piani sono nella pagina dei prezzi e si attivano online.

Domande frequenti

Si possono pubblicare i nomi dei consiglieri nei verbali?

Sì. Interventi e voti rientrano nell'esercizio del mandato. I dati della vita privata che compaiono per caso negli atti sono un'altra cosa.

Per quanto tempo una delibera può restare all'albo pretorio?

Il TUEL prevede quindici giorni consecutivi. Secondo il Garante, mantenere online i dati oltre quel periodo richiede un'altra base giuridica, ad esempio un obbligo di pubblicazione per trasparenza, con i relativi oscuramenti.

Le determinazioni dirigenziali seguono le stesse regole?

Sì. Anche determine e decreti sindacali pubblicati all'albo o in Amministrazione trasparente devono contenere solo i dati personali pertinenti e necessari alla finalità della pubblicazione.

Bastano le iniziali del cittadino?

Non sempre. In un piccolo Comune o con elementi di contesto (via, attività) le iniziali possono identificare. In quel caso vanno oscurati anche quegli elementi.

Fonti e normativa

  1. Garante privacy, Linee guida in materia di trattamento di dati personali per finalità di pubblicità e trasparenza sul web (15 maggio 2014)
  2. D.lgs. 14 marzo 2013, n. 33
  3. D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (TUEL), art. 124
  4. Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), art. 5