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Pseudonimizzazione: sostituire le identità senza perdere il filo
Team Anonimatum
In breve
La pseudonimizzazione tratta i dati personali in modo che non possano più essere attribuiti a una persona senza informazioni aggiuntive conservate separatamente. È reversibile, quindi i dati pseudonimizzati restano dati personali.
In alcuni documenti oscurare i nomi ne distruggerebbe l’utilità. Un’analisi di fascicoli, una raccolta di sentenze per la formazione o uno studio clinico devono sapere che la persona A di pagina 3 è la stessa di pagina 40, senza sapere chi sia. A questo serve la pseudonimizzazione.
A differenza dell’anonimizzazione, la pseudonimizzazione non fa uscire i dati dal GDPR. È una misura di garanzia: riduce il rischio, ma chi possiede la chiave può tornare indietro.
Cosa dice l’articolo 4, n. 5, del GDPR
Il GDPR definisce la pseudonimizzazione come il trattamento dei dati personali in modo tale che non possano più essere attribuiti a un interessato specifico senza l’utilizzo di informazioni aggiuntive, a condizione che tali informazioni siano conservate separatamente e soggette a misure tecniche e organizzative intese a garantire che non siano attribuiti a una persona identificata o identificabile.
Ci sono due elementi: il dato trasformato (lo pseudonimo) e le informazioni aggiuntive che consentono di risalire all’originale, come una tabella di corrispondenza o una chiave segreta. Se stanno accanto al documento, non c’è pseudonimizzazione efficace, ma solo un cambio di etichette.
Perché restano dati personali
Il considerando 26 del GDPR è esplicito: i dati pseudonimizzati, che potrebbero essere attribuiti a una persona con informazioni aggiuntive, sono informazioni su una persona identificabile. Per chi conserva la tabella valgono tutti gli obblighi: base giuridica, informativa, diritti e sicurezza. Il Garante dedica al tema una pagina che raccoglie le linee guida europee e i documenti ENISA.
Una precisazione recente: nella sentenza C-413/23 P (GEPD contro SRB, 4 settembre 2025) la Corte di giustizia ha ammesso che i dati pseudonimizzati possono non essere personali per un destinatario privo di mezzi ragionevoli di reidentificazione. Per il titolare che pseudonimizza restano però personali, compreso l’obbligo di informare sui destinatari.
Una garanzia citata più volte dal GDPR
Il GDPR non impone in generale di pseudonimizzare, ma la indica come esempio di misura adeguata in diversi articoli:
- Articolo 25: protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita.
- Articolo 32: sicurezza del trattamento, insieme alla cifratura.
- Articolo 6, paragrafo 4: elemento per valutare la compatibilità di un trattamento ulteriore.
- Articolo 89: garanzie per archiviazione, ricerca scientifica o storica e statistica.
Nel gennaio 2025 il Comitato europeo per la protezione dei dati ha adottato le Linee guida 01/2025 sulla pseudonimizzazione, in versione per la consultazione pubblica. Introducono il dominio di pseudonimizzazione: l’insieme dei soggetti nei cui confronti lo pseudonimo deve impedire l’attribuzione.
Esempi di pseudonimizzazione nei documenti
Nei documenti la tecnica più utile è la sostituzione coerente: ogni persona riceve sempre lo stesso pseudonimo in tutto il testo, e in tutto il lotto se si elaborano più file insieme.
| Testo originale (fittizio) | Testo pseudonimizzato |
|---|---|
| La sig.ra Giulia Bianchi, C.F. BNCGLI80C44H501X | La sig.ra PERSONA_1, C.F. CF_1 |
| La sig.ra Bianchi ha dichiarato che il veicolo AB123CD… | La sig.ra PERSONA_1 ha dichiarato che il veicolo TARGA_1… |
| Il vicino, Marco Rossi, ha confermato… | Il vicino, PERSONA_2, ha confermato… |
Altre tecniche sono contatori, numeri casuali o hash con chiave segreta. Errore frequente: applicare un hash senza chiave a un codice dal formato noto, che si può ricalcolare per tutti i valori possibili. E gli identificativi indiretti (ruolo, indirizzo, date) possono ancora tradire la persona.
Pseudonimizzare con Anonimatum
La pseudonimizzazione di Anonimatum rileva i dati personali con un’IA proprietaria su server nell’UE e li sostituisce in modo coerente secondo profili, per esempio un profilo «Giustizia» per i provvedimenti. La mappa di corrispondenza è conservata cifrata e permette di ripristinare l’originale quando serve. Per scegliere tra le due tecniche, vedi anonimizzare o pseudonimizzare.
Domande frequenti
Posso pubblicare un documento pseudonimizzato?
Con cautela. Resta un dato personale per chi ha la chiave e il contesto può bastare a identificare. Per pubblicare si anonimizza di solito.
Dove vanno conservate le informazioni aggiuntive?
Separate dal documento, con accesso limitato, cifratura e registrazione degli accessi.
La pseudonimizzazione riduce gli obblighi?
Riduce i rischi e può pesare nel bilanciamento del legittimo interesse o nella compatibilità delle finalità, ma il GDPR continua ad applicarsi.
Le iniziali sono una pseudonimizzazione?
Al massimo una pseudonimizzazione debole: con il contesto le iniziali si ricollegano facilmente alla persona.
Pseudonimizza i documenti in modo reversibile
Guarda i piani e inizia a sostituire i dati personali in modo coerente in PDF, Word ed Excel, con mappe conservate cifrate.
